L’Atlante dei territori post-metropolitani

Cos’è l’Atlante dei territori post-metropolitani

Obiettivi, caratteristiche e contenuti

L’Atlante dei territori post-metropolitani costituisce il primo prodotto della ricerca ed è l’esito di un’operazione concettualmente complessa, che risponde all’obiettivo di offrire una prima lettura comparativa dei principali processi che investono le regioni urbane prese in esame. Tale operazione si basa su quattro tipi di osservazioni:

  • pur essendo disponibile un vasto patrimonio di dati, a livello nazionale o locale, che descrivono il fenomeno urbano in Italia, non esiste un database dedicato alla città e a monitorare i processi di trasformazione in corso; esistono invece diverse fonti di grande interesse, solo in parte raccordate da ISTAT, l’istituto di Statistica nazionale;
  • importanti sforzi di analisi quantitativa sono stati condotti nel recente passato tanto dalla università con alcuni importanti programmi di ricerca ( ITATEN, ad esempio) o da alcune istituzioni, ma tali sforzi non hanno generato un osservatorio stabile dei processi di trasformazione urbana in Italia;
  • il dibattito internazionale in corso da un lato si fonda su ricerche di tipo quanti-qualitativo in cui la costruzione di indicatori semplici e complessi costituisce una operazione rilevante; dall’altro mette in discussione significatività e pertinenza di database costruiti sulle delimitazioni amministrative sovra-comunali: i processi osservati travalicano da tempo tali confini e appare necessario e urgente mettere in discussione i database su base provinciale, regionale o quelli limitati esclusivamente ai comuni capoluogo.
  • esiste una forte domanda di conoscenza relativa ai processi di trasformazione urbana in corso, soprattutto alla scala vasta, alimentata anche dalle recenti riforme istituzionali.

L’atlante dei territori post-metropolitani propone una selezione di indicatori quantitativi semplici e complessi, con l’obiettivo di produrre conoscenza sui processi di regionalizzazione dell’urbano in Italia. 
Tale database, costruito a partire da una selezione delle principali fonti statistiche nazionali pubbliche esistenti, offre una serie di elaborazioni originali, alcune più semplici, altre a carattere complesso, basate sulle principali ipotesi di ricerca del progetto. In questo senso lo sforzo dispiegato è consistito nel selezionare dati ed indicatori che permettessero di dialogare con le ipotesi di ricerca e di riconoscere qualitativamente come stanno cambiando i territori urbani dell’Italia contemporanea.

L’atlante dei territori post-metropolitani propone due tipologie di finestre di indagine sui processi di regionalizzazione urbana, i “tasselli” della dimensione di 100 km x 100 km e i “corridoi”.
I tasselli sono quadranti all’interno dei quali si è ritenuto concentrare l’attenzione allo scopo di superare i limiti delle delimitazioni amministrative e osservare natura, dimensioni, forma, significatività di alcuni processi di trasformazione sociale, spaziale, ambientale, economica, politica, istituzionale. La collocazione del quadrante è esito di una attenta valutazione. Nella maggior parte dei casi infatti il centroide del tassello non corrisponde con il centro della città capoluogo di riferimento (si veda Il quadrante Veneto, ma anche quello Toscano). Alcuni quadranti hanno dimensioni diverse: talvolta sono dettate dalla specificità fisiografica dei casi come ad esempio in presenza di rilievi alpini o del mare; in altri casi le dimensioni del quadrante corrispondono alla natura dei contesti, in quanto rappresentativi di processi di tipo “post-metropolitano” in ambiti non metropolitani (Alghero, Sicilia Sud-Orientale).
I corridoi ricalcano i principali corridoi infrastrutturali e logistici individuati dalla unione europea e intersecano i principali processi di regionalizzazione urbana indagati: si propongono di superare definitivamente l’ottica centro-periferia e di indagare tali processi in una condizione transcalare e relazionale.


L’atlante dei territori post-metropolitani è costruito in una ottica transdisciplinare e interpretativa.
È organizzato in otto sezioni attraverso cui si restituscono le principali dinamiche in corso dal un punto di vista transdisciplinare; una ulteriore sezione (“indicatori di sintesi”) offre elaborazioni più complesse che intendono argomentare alcune ipotesi di ricerca specifiche e ulteriormente caratterizzate da interdisciplinarietà. Tali elaborazioni di sintesi saranno integrate con specifiche schede metodologiche, con paper di approfondimento a cura dei ricercatori e delle unità locali che li hanno proposti ed elaborati.

L’Atlante dei territori post-metropolitani come patrimonio di informazioni sull’urbano in Italia, per il mondo della ricerca, ma anche per il mondo delle politiche e delle amministrazioni locali.
La costruzione dell’Atlante dei territori post-metropolitani si propone di produrre e mettere a disposizione del mondo della ricerca e delle amministrazioni pubbliche, oltre che dei cittadini e della società in senso lato, un database dedicato a ricostruire i tratti salienti dei processi di trasformazione urbana in corso in Italia con particolare attenzione a ciò che accade all’interno delle grandi regioni urbane italiane.

L’atlante dei territori post-metropolitani è una risorsa aperta.
L’Atlante costituisce dunque in primo luogo una raccolta sistematica di dati e informazioni per la rete di ricerca, ma al tempo stesso si apre allaconsultazione di un vasto pubblico: esso infatti è reso consultabile tramite questo sito web e non solo permette interrogazioni predefinite basate sulle ipotesi di ricerca del PRIN, ma offre strumenti per una consultazione mirata, a servizio delle domande e ipotesi di ricerca, di ricercatori nel campo degli studi urbani. L’Atlante è pensato per essere implementato nel tempo con il contributo di ricercatori anche non aderenti al progetto PRIN. Già nel corso del terzo anno ad esempio hanno aderito alla costruzione dell’atlante unità di ricerca di Genova, Bologna e Bari, con l’obiettivo di promuovere approfondimenti sui relativi casi, originariamente non parte della rete.